Un micro quasar nel Cigno
Quando fu scoperta negli anni ’60, della misteriosa sorgente Cygnus X-3 era difficile misurare perfino l’esatta collocazione in cielo, fra le ali del Cigno, a causa della scarsa risoluzione dei rilevatori di raggi X dell’epoca. Oggi due eccellenti strumenti di osservazione del cielo nelle alte energie, i satelliti Agile (italiano) e Fermi (americano), hanno dato contributi decisivi per risolvere un’enigma che Cygnus X-3 si portava dietro da 30 anni. Ogni tanto infatti questo corpo celeste produce spettacolari emissioni di onde radio, tanto da divenire momentaneamente la più brillante radiosorgente del cielo. Questi episodi sono riconducibili al movimento di particelle che vengono accelerate a velocità elevatissime - grosse frazioni della velocità della luce – dalla gravità di un corpo piccolo e denso. Nel giro di una sola settimana, dapprima le osservazioni di Agile hanno svelato che nei periodi precedenti alle emissioni radio si vede una radiazione di alta energia (raggi gamma), corrispondente alle fasi di accelerazione delle particelle. Poi Fermi ha misurato che il flusso di raggi gamma ha intensità variabile con un periodo di quasi 5 ore, corrispondente al tempo in cui l’oggetto compatto di Cygnus X-3 orbita intorno ad una stella compagna.
Per le sue caratteristiche Cygnus X-3 è considerato un vero e proprio micro quasar, il primo identificato con certezza, poiché presenta su piccola scala i comportamenti dei quasar, ovvero i nuclei attivi di alcune galassie. Motore di questi fenomeni è sempre un grosso buco nero centrale; nel caso di Cygnus X-3 potrebbe trattarsi di un mini buco nero o di una stella di neutroni, ma considerando la sua distanza di ben 37000 anni-luce e il forte assorbimento che la sua luce subisce attraversando le polveri interstellari mentre viaggia verso di noi, resta una fra le due o tre sorgenti più potenti di tutta la Via Lattea. (al planetario: “I buchi neri, mostri nello spazio” 29/12 ore 12:30)






