La vera età dell’Universo
In orbita dal 2001, il satellite americano WMAP sta misurando la radiazione di fondo di microonde che permeano l’intero universo – la lontana “eco” del Big Bang. Studiando questo debolissimo segnale è possibile ricavare informazioni cruciali che descrivono lo stato e la storia del nostro Universo. Recentemente la Nasa ha pubblicato nuovi dati raccolti dal satellite negli ultimi due anni, che vanno a raffinare ulteriormente la cosmologia di precisione compiuta da WMAP nel corso della sua missione. Ecco i risultati più eclatanti: la vera età dell’Universo è di 13,75 miliardi di anni, con un’incertezza di appena lo 0,8%, ridotta ormai ad appena 110 milioni di anni in più o in meno. Per apprezzare questo risultato, basti pensare che meno di quindici anni fa si diceva che l’Universo ha fra i 10 e i 20 miliardi di anni. Inoltre, la geometria dello spaziotempo risulta piatta – ovvero descritta dalla geometria euclidea – con un altissimo grado di precisione. WMAP ha anche riconosciuto per la prima volta le tracce dell’Elio primordiale, generato dal Big Bang prima della nascita delle prime stelle, che si sarebbero accese circa 460 (più o meno 80) milioni di anni dopo. Infine dalle misure emerge la “ricetta” aggiornata per la composizione del nostro Universo: la materia ordinaria (stelle, galassie, particelle) ne costituisce il 4,56%, la materia oscura il 22,7% e la misteriosa energia oscura ben il 72,8%. È proprio grazie a questi numeri, e specialmente alla progressiva riduzione degli errori ad essi associati, che prende poco a poco forma la nostra concezione dell’Universo in cui siamo capitati.
Al planetario il 27/3 ore 12.30
Anni luce da noi
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