Planetario e Museo Astronomico

menú facilitado

salto a:
contenido. búsqueda, sección. idiomas, menú. utilidad, menú. principal, menú. camino, menú. pie, menú.

Página Inicial > Museo astronomico > Romaplanetario

Romaplanetario

Fino a gennaio 2005 non era che uno dei tanti pianetini che ruotano intorno al Sole, tra le orbite di Marte e Giove. Ma per Roma questo asteroide è diventato davvero speciale: l’International Astronomical Union lo ha infatti denominato “Romaplanetario”, un “battesimo” che celebra il ritorno in Città del Planetario di Roma, dopo oltre 20 anni di assenza.
La storia di “Romaplanetario” inizia in una notte di agosto del 1999 quando lo scopritore, Gianluca Masi, a caccia di asteroidi dall’Osservatorio Astronomico “Bellatrix” di Ceccano, individua un oggetto dal curioso movimento nella costellazione dei Pesci. Il corpo celeste, che risulta sconosciuto, si sposta tra le stelle in direzione opposta a quella che avrebbe mostrato un asteroide ordinario. Un segno distintivo, che pare segnalarlo come appartenente alla famosa e potenzialmente pericolosa famiglia dei “near-Earth Objects” (letteralmente “oggetti vicini alla Terra”): proprio per questo viene subito monitorato con attenzione da numerosi osservatori sparsi sul globo. Si conclude che non si tratta di un corpo minaccioso per la Terra, piuttosto di un asteroide caratterizzato da un’orbita marcatamente ellittica.
Negli anni successivi questo nuovo, piccolo mondo completa pazientemente l’itinerario obbligatorio per vedersi riconosciuto un numero di catalogo definitivo e, cosa più importante, un nome proprio. Come vuole ancor oggi la tradizione, è lo scopritore ad avanzare una motivata proposta di “battesimo”, una volta che l’orbita sia stata calcolata con precisione. E’ a questo punto che Masi ha voluto celebrare la riapertura al pubblico del Planetario di Roma, trovando pieno consenso presso la specifica Commissione dell’International Astronomical Union.
“Romaplanetario”, con una superficie di circa 50 chilometri quadrati, ha un diametro stimato tra i 2 e i 4 chilometri ed orbita ad una distanza media dal Sole di oltre 390 milioni di chilometri (2,6 volte la distanza Terra-Sole), mentre il suo “anno”, cioè il tempo necessario per completare una rivoluzione intorno alla nostra stella, dura 4,2 anni terrestri.
In occasione del secondo compleanno del Planetario è stato presentato un modello dell’asteroide sul quale hanno opportunamente trovato posto i luoghi ed i monumenti celebri della Città: con l’augurio di un crescente successo, ora che lassù brilla la sua buona “stella”.

de nuevo a menú facilitado.


Escriba sobre su experiencia en: Planetario e Museo Astronomico

de nuevo a menú facilitado.